Postato da tycooko
il 15/06/2009.
il 15/06/2009.
RomaPride2009: i GLBT si dimostrano stanchi e delusi
Grande delusione per il RomaPride di quest'anno.Alle 15:30, orario di raggruppamento dei manifestanti, Piazza della Repubblica era pressocché vuota.
Un'ora dopo, pochi minuti prima della partenza, la gente la riempiva appena per metà, come è evidente prendendo come riferimento la fontana che si trova esattamente al centro della piazza e quindi guardando questa foto.
Poche altre migliaia di persone potevano entrare lungo Viale Luigi Einaudi di fronte alla piazza, dove si erano allineati i carri.
Considerando che la piazza può contenere al massimo 40.000 persone, non saremo stati più di 30.000.
È evidente come durante il corteo, sia in via Cavour che in Piazza Venezia, molta più gente si sia unita, probabilmente raddoppiando il numero dei partecipanti.
Ma una volta giunti in Piazza Navona, una piazza che può contenere dalle 50 alle 80.000 persone (a seconda degli studi), ecco che risulta nuovamente evidente come i manifestanti si siano concentrati al centro del luogo, lasciando tutti i lati completamente scoperti, e quasi esclusivamente nella frazione tra la Fontana dei Fiumi del Bernini e la Fontana del Nettuno di Della Porta, dove si trovava il carro-palco del Mario Mieli, da cui sono stati fatti gli interventi politici finali.
Da confrontare con Piazza Navona del Pride scorso, completamente piena in ogni angolo: qui una foto da nord e qui una da sud.
Risultato: un Pride da 50-60.000 manifestanti, la metà di quelli del 2008 che pure aveva una valenza solo cittadina, come non se ne vedevano, a Roma, da tre anni a questa parte. Un buco nell'acqua totale.
Ma ora basta lamentarsi. Chiediamoci il perché di questo fallimento. Alcune possibili teorie:
- Le polemiche con la Questura e il Comune di Roma sono state ben più pubblicizzate dell'accettazione in extremis - quattro giorni prima - del percorso del Pride.
Era prevedibile che la gente, sapendo di poter essere caricata e/o arrestata dalle forze dell'ordine, avrebbe disertato in massa la manifestazione. - Nessuna novità è stata proposta dagli organizzatori. Il percorso era identico a quello che l'anno scorso non ci è andato bene e che quest'anno abbiamo accettato supinamente, con una tappa finale raggiungibile attraverso i vicoli del centro storico certamente dispersiva. Pochi carri previsti e tante polemiche, anche all'interno del movimento GLBT. Per concludere in bellezza, un documento politico davvero semplicistico.
- Scarso appoggio dal mondo politico. È ovvio che il grado di accettazione e supporto sociale conta e su questo il nostro attuale governo ha una grave responsabilità, con un ministro delle pari opportunità e il sindaco della città in cui si svolge la manifestazione che ci disprezzano e osteggiano.
Il PD, come al solito, è stato ambiguo. - Forte disillusione nella politica. Se l'anno scorso, ad appena due mesi dalla vittoria del centro-destra, c'era ancora una piccola speranza che il governo stesso o almeno l'opposizione avrebbero lottato per i nostri diritti, a un anno di distanza c'è la certezza che questo non sia avvenuto, non sta avvenendo e probabilmente non avverrà ancora per molto.
- Virata verso destra all'interno della comunità GLBT, specialmente a Roma. Delusi dalla sinistra, i GLBT stanno tendendo verso una più rassicurante concezione conservatrice della società, persino quando gli dà contro, per il motivo per cui lo fa chiunque: dà un senso di regole, controllo, precisione, puntualità, ecc.
- L'attuale movimento GLBT ha ormai stufato. Mai d'accordo su una linea comune, con tante piccole sigle solo in cerca di visibilità per sé, spesso più dannose che altro per la comunità.
Tutte tutte? E il Pride nazionale al sud? Che Mancuso sia rinsavito?
Al contrario, il Partito Democratico e i suoi elettori non sembrano fare grandi passi avanti, come dimostra questa intervista fatta poco prima della partenza del corteo a Cristiana Alicata.
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