Postato da tycooko
il 28/04/2009.
il 28/04/2009.
Come farsi venire un collasso. Ovvero: in giacca e cravatta a Giugno
Ogni anno che Iddio manda, gli Italiani sembrano vivere le proprie vite scevri delle informazioni necessarie che gli possano fornire ragguagli sull'esistenza e lo svolgimento di una manifestazione di piazza chiamata "Gay Pride". Questo almeno dal mese di Agosto di un qualunque anno fino al Febbraio (al massimo Marzo) dell'anno seguente.
Poi improvvisamente e inspiegabilmente, poco dopo l'inizo dell'anno, la consapevolezza scende dai cieli e si diffonde sull'italico suolo e, come per un'epifania, il popolo di santi, poeti e navigatori si illumina e realizza che di lì a poco la suddetta manifestazione del Gay Pride sta per avere atto.
Dal momento dell'illuminazione divina fino al momento in cui gli Italiani si dimenticheranno nuovamente del Pride, l'unica iniziativa che le persone GLBT in Italia possiedono per rivendicare maggiore visibilità, libertà, realizzazione personale e rispetto di ogni differenza viene definita, quando va bene, "inopportuna", ma ben più spesso diseducativa, incivile, immorale, oscena, volgare, blasfema, pornografica e chi più ne ha più ne metta.
Questo comportamento, già classificato e studiato come psicopatologia e battezzato "sclero da fierezza gay estiva", colpisce democraticamente e indistintamente tanto gli etero quanto i gay (o i bisex).
In particolare, gli etero non riescono a farsi una ragione del fatto che non ogni singolo essere umano sulla crosta terrestre abbia un aspetto e un atteggiamento simile al loro, mentre i gay sognano speranzosi Pride tutti in giacca e cravatta, alcuni non credendoci davvero, ma tanto per azzittire gli avversari politici.
Ora: in giacca e cravatta per tre ore ininterrotte di percorso a piedi sotto il sole di Giugno-Luglio alle prime ore del pomeriggio io ci andrei pure. Mi pagano 3000-4000 euro, e lo faccio, giuro.
Mentre il Genova Pride probabilmente non mi vedrà manco in cartolina essendo io contrario al Pride nazionale itinerante, ci sarò (e spero che, come me, tanti altri) al Napoli Pride del 30 Maggio. Libere tutte! Liberi tutti!
Ultimo appunto, quello sul consueto teatrino del patrocinio: ribadisco anche quest'anno che SE il comitato promotore di un Pride chiede il patrocinio per lo stesso al Comune, ciò NON riguarda mai la marcia finale per le strade, ma gli eventi culturali collaterali. Sono QUESTI che il Comune, nel caso, si rifiuta di patrocinare, sono le mostre pittoriche e le presentazioni dei libri, sono gli stand presso cui dei volontari fanno informazione sulle MST, sono gli spettacoli teatrali, NON la sfilata, che è sempre autofinanziata dal movimento GLBT.
E anche quest'anno i signori dei comunicati stampa lamentano il rifiuto a patrocini mai ufficialmente richiesti, situazioni poi chiarite da chi di dovere e giustamente sbertucciate da un amico.
Le tappe della fierezza gay per quest'anno:
- Torino Pride 2009: 16 Maggio
- Napoli Pride 2009: 30 Maggio
- Roma Pride 2009: 13 Giugno
- Genova Pride 2009: 27 Giugno
- Catania Pride: 4 Luglio
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